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Lug 19 2016

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Cos’è un Erectometro o Pletismografo Penile?

 

Ci scusiamo per la censura delle immagini perché a causa delle politiche estremamente puritane di Google, anche un semplice disegno stilizzato potrebbe creare problemi.

 

Il pletismografo penile è uno strumento di misurazione inventato nel 1965 dallo psichiatra ceco Kurt Freund nell’intento di misurare oggettivamente e scientificamente l’eccitazione maschile in risposta a stimoli differenti.


Tale misurazione aveva lo scopo di identificare eventuale devianze sessuali.

 

 

Freund,_Dr_Kurt,_1914-1996_-CIP_66

L’inventore

Kurt Freund era un medico psichiatra e sessuologo di origini ebraiche nato in Cecoslovacchia.

Ideò e sviluppò il pletismografo penile negli anni in cui lavorava presso l’Istituto Psichiatrico di Praga (1945-1968).

La funzione iniziale di questo strumento era quella di individuare i falsi omosessuali che cercavano di evitare il servizio militare. A quel tempo infatti l’omosessualità costituiva motivo di espulsione dall’esercito.

Il suo programma di ricerca si concentrò anche sull’individuare e diagnosticare i predatori sessuali, in primo luogo pedofili ed efebofili. Per alcuni anni tentò anche di applicare la cosiddetta “Terapia di conversione” nel tentativo di modificare l’orientamento delle persone omosessuali.

Visti gli scarsi risultati, negli anni ’60 fece marcia indietro e fu uno tra i primi psichiatri a battersi per la depenalizzazione e depatologizzazione dell’omosessualità e ad affermare che tale orientamento avesse delle predisposizioni biologiche e non fosse solamente causato dalle esperienze infantili.

Pur non potendo modificare l’orientamento sessuale, proponeva delle terapie comportamentiste per insegnare ai pedofili a controllare i propri impulsi. 




IL PLETISMOGRAFO PENILE

Il funzionamento di questo strumento è al tempo stesso ingegnoso e semplice. Si tratta di un normale pletismografo (dal greco plēthysmòs=aumento e gràphein=scrivere) ovvero di un misuratore di pressione dei gas.

pletismografoL’apparecchio è costituito da un cilindro di vetro collegato tramite un tubo ad un rilevatore di pressione. Il pene viene inserito all’interno e bloccato tramite una guarnizione di gomma che, spinta da una molla, aderisce alla pelle sigillando l’aria all’interno.

Quando l’individuo si eccita sessualmente, l’aumento dell’afflusso di sangue provoca un’erezione o comunque un incremento delle dimensioni del membro. 

L’aumento del volume fa aumentare la pressione dell’aria all’interno del cilindro che, essendo ermeticamente sigillato, lascia defluire l’aria solamente in direzione del tubicino.

Dall’altro lato del tubicino è attaccato il rilevatore. Si tratta della versione più tecnologica dello sfigmomanometro che si usa normalmente per misurare la pressione sanguinea. La differenza è che il pletismografo oltre che segnalare la variazione di pressione tramite una lancetta, registra anche questa variazione disegnandola su un nastro di carta o un display sotto forma di linea ondulata. 

Una maggiore eccitazione corrisponde ad una maggiore erezione che a sua volta corrisponde ad una maggiore pressione dell’aria.

 

LA PROCEDURA  DI MISURAZIONE

pletismoL’individuo siede in una stanza da solo davanti ad un monitor.

Nella stanza accanto l’operatore analizza i dati tramite il misuratore ed una telecamera che inquadra il pene.

Sullo schermo vengono proiettate diverse immagini con lo scopo di valutare le varie reazioni.

 

Nella versione classica si utilizzano 7 diversi scenari:

  1. Immagine neutrale (paesaggio)
  2. Bambina piccola
  3. Ragazzina in età puberale
  4. Donna adulta
  5. Bambino piccolo
  6. Ragazzino in età puberale
  7. Uomo adulto

Ovviamente è possibile modificare il test inserendo migliaia di immagini diverse che richiamano ad orientamenti sessuali, fantasie, parafilie o perversioni di varia natura.

 

 

RISULTATI

Fin dai primi studi con il pletismografo penile sono stati raccolti centinaia di dati in epoche diverse ed analizzando soggetti diversi.

Una delle prime osservazioni di Freund fu che solamente il 50% degli uomini colpevoli di violenze su minori era più eccitato dalla visione di bambini rispetto alla visione di adulti. Cosa spingeva quindi l’altra metà degli uomini a commettere violenze?

Tramite ulteriori esperimenti, notò che, in generale, gli uomini eterosessuali reagivano in misura maggiore alle immagini di ragazzine prepuberali rispetto alle immagini di maschi di qualsiasi età. Ipotizzò quindi che molte delle violenze erano dovute al fatto che le ragazzine venivano utilizzate come surrogate di donne adulte quando non era possibile procurarsi dei rapporti sessuali con queste.

In anni più recenti, la validità di questa interpretazione per la situazione contemporanea era stata messa in discussione poiché all’epoca degli esperimenti era molto difficile procurarsi immagini di donne nude adulte e questo poteva portare ad un aumentato interesse verso le bambine.

Nel 2010 però questo esperimento è stato ripetuto da Lykins et al. e pubblicato in uno studio che riporta i medesimi risultati. Sono stati analizzati 2.868 maschi accusati di comportamenti sessuali inappropriati di varia natura. In media, tutti questi individui rispondono in misura maggiore alle donne rispetto agli uomini, con una preferenza per le donne adulte.

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Grafico dei risultati dell’eccitazione sessuale degli uomini accusati di comportamenti inappropriati, rispetto alle 7 categorie citate in precedenza.

 

 

UTILIZZO DEL TEST IN AMBITO LEGALE

In anni recenti  la pletismografia penile è stata saltuariamente utilizzata in Repubblica Ceca per verificare l’onestà dei richiedenti asilo presunti omosessuali che fuggivano dai paesi in cui l’omosessualità è condannata. 

Nel 2011 però la Commissione Europea si è espressa duramente condannando questa pratica che viola la privacy ed i diritti umani dei rifugiati politici.

In ambito giuridico invece, il test non è ammesso nei tribunali dei paesi occidentali e la comunità scientifica suggerisce cautela in quanto è stato dimostrato che un individuo potrebbe alterare i risultati tramite la manipolazione delle immagini mentali, risultando così sessualmente attratto da situazioni diverse da quelle proiettate sullo schermo. [DSM-IV, p. 524]

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